Giovanni Gigante: "Chef around the world"

Giovanni Gigante: “Chef around the world”

Giovanni Gigante, chef pugliese, esporta in tutto il mondo la sua passione verso le tradizioni culinarie del Sud Italia

Giovanni Gigante è un chef pugliese di Ginosa in Provincia di Taranto che attraverso un lavoro minuzioso di recupero di tradizioni del territorio e di divulgazione esporta in tutto il mondo la sua passione verso le tradizioni culinarie del Sud Italia. Giovanni Gigante diplomatosi all’istituto alberghiero di Matera si appassiona ai sapori della cucina sull’onda degli insegnamenti di una nonna che rivive in ogni pietanza e del nonno che ogni giorno vedeva curare con dedizione e passione il suo orto. Il suo lavoro lo ha portato a lavorare nelle cucine stellate in giro per il mondo come ad esempio a Singapore al Ristorante Art, una stella Michelin, all’interno del Museo Nazionale d’arte. Ha ricevuto recentemente diverse offerte di lavoro da Singapore, Inghilterra, Grecia e da Dubai ma ha scelto di tornare in Svizzera all’Espace Weisshorn a 2700 metri di altitudine,  un ristorante creato e fondato su un concetto di ecosostenibilità, con la supervisione dello Chef Didier Decourten già due stelle Michelin.

Quando è nata la tua passione per la cucina e quando hai compreso che questa potesse essere oltre che una passione anche una professione?

“La passione per la cucina è nata fin da quand’ero bambino vedevo mia nonna cucinare e mio nonno coltivare l’orto. Un’insieme di immagini e profumi dalle quali è scaturita la mia forte passione per i sapori della mia terra. Poi all’età di 17 anni ho iniziato a lavorare in un ristorante stellato ed ho acquisito disciplina e sicurezza ed ho capito che la mia passione, attraverso molti sacrifici, sarebbe divenuta la mia professione per tutto il percorso di vita.”

Come nasce un tuo piatto?

“Un piatto nasce dall’unione di pensieri, dalla immaginazione ed attraverso lo studio delle materie prime in base alla stagionalità. Creare un piatto è impegnativo perchè oltre ad essere provato più volte deve seguire un filo logico e avere giusti equilibri.”

In questi anni hai girato il mondo e lavorato in diversi continenti. Le diverse culture che hai conosciuto hanno influenzato la creazione e la composizione dei tuoi piatti?

“Sicuramente viaggiare molto, oltre ad aver aumentato la conoscenza di prodotti nei vari continenti, è servito anche ad ispirare la creazione dei miei piatti legando le varie culture culinarie, che ho conosiuto, alle tradizioni culinarie del mio sud che restano sempre al centro delle mie creazioni.”  

Hai ricevuto diverse offerte di lavoro da Singapore, Inghilterra, Grecia, Dubai ma hai  scelto di tornare in Svizzera, cosa ti ha portato a questa scelta?

“La Svizzera per me rappresenta una delle poche nazioni al mondo ad essere completa in vari settori sia lavorativi che di vita per questo ci sono ritornato.”

Qual è il significato di ecosostenibilità in cucina e secondo te qual è il futuro prossimo che ci attende?

“Ecosostenibilità in cucina, secondo il mio punto di vista, significa riprendere metodi di cottura già presenti nel nostro passato come ad esmpio la cottura a carbone. Fondamentale è l’utilizzo attento delle materie prime che ci circondano e trasformarle a tal punto da renderle ricche da ogni punto di vista organolettico.”

In questa calda estate italiana quale piatto ci consigli di prepare? 

“Un piatto secondo me perfetto da accostare con le radici pugliesi è una buona Cialledda fredda.” 

Se tu fossi un piatto quale saresti e perchè?

“Sinceramente se fossi un piatto sarei il Minestrone di pasta che ho presentato al concorso Primo Piatto dei Campi nel 2023, perchè oltre ad essere un insieme di gusti equilibrati rappresenta il mio essere creativo e determinato nell’affrontare il percorso nella mia carriera come Chef. Ci vuole sempre concentrazione, determinazione , umiltà e sacrificio per raggiungere obiettivi e traguardi importanti.”

Isotta ritorna al Romatic Dark

Isotta ritorna al Romatic Dark

Tramontana, il nuovo brano di Isotta, è pop, nudo, crudo e accattivante destinato a rimanere in testa, come quell’amore che ci strappa l’aria.

È uscita in digitale e in radio “Tramontana”  (etichetta Apollo Records, distribuzione Ada Music Italy), il nuovo brano di Isotta.

“Tramontana” ed “Io”, canzone della stessa cantautrice pubblicata nel 2022, fissano due punti ben precisi sulla linea temporale di Isotta. “Io”segna l’inizio di un viaggio alla ricerca di se stessi, come un “veliero che attraversa la tempesta” e sfida i forti venti e le onde del giudizio della gente che tormentano l’anima e che cercano di trascinarci nel vuoto, facendoci allontanare sempre di più dal raggiungere la destinazione: la consapevolezza e l’amore di se stessi. Un viaggio che prosegue fino ad arrivare a “Tramontana” nella quale riprende la ricerca del proprio Io ma con una maggiore consapevolezza di se stessi affrontando il passato per poter rinascere e andare avanti. Con “Tramontana” Isotta ritorna al romantic dark.

Qual è il significato di Tramontana?

“Questo è un brano a cui tengo tantissimo perché racchiude una parte della mia vita e all’interno sento me stessa nella mia interezza. È un brano che segna una mia rinascita e che ho scritto insieme ad altri due autori, Veronica Rauccio e Luca D’Aversa, con i quali ho già collaborato per “Mi piace il caso”. Con loro mi sento molto capita e sono sempre felice di lavorare insieme. Gli avevo detto che mi sarebbe piaciuto raccontare un amore che ti portasse via una parte di te e da qui l’immagine del vento che ti spazza via e l’idea del ritemprarsi perché devi trovare l’equilibrio, Tramontana è la ricerca di se stessi. Magari non si arriverà a conoscersi del tutto perché questo vento può confondere le carte.” 

Mentre ascoltavo “Tramontana” e guardavo il video è come se fossi stato trasportato nelle atmosfere di “Io”.

“La référence di Tramontana che ho dato al regista del video è stata proprio il video di “Io” perchè volevo tornare a quelle sensazioni, infatti ho voluto mettere nuovamente un mio cane. Nelle canzoni a cui tengo tanto metto sempre un animale perché mi riporta a quello che sono adesso e a quello che ero da bambina quando volevo fortemente un cane. Ho sempre avuto questo legame con gli animali perché, se li osservi, ti danno un altro concetto di tempo vivendo sempre il presente. Sono molto felice di questa canzone e del video del quale ho voluto fortemente mantenere le redini.”    

Io e Tramontana abbiamo detto che segnano due punti sulla tua linea del tempo. Se volessimo ripercorrere quel viaggio da punto a punto la Isotta artista com’è cambiata?

“Sicuramente c’è una maggiore consapevolezza in quello che faccio e riesco ad accettare delle emozioni che prima rinnegavo, sono molto più selettiva anche relativamente alle persone da avere vicino. È cambiato anche il modo di rapportarmi con gli altri prima ero molto sulla difensiva adesso penso che le persone vadano comprese e le accolgo capendo che i comportamenti degli altri sono spinti da esperienze e sofferenze passate che magari riversano sugli altri. Questa è la sofferenza che racconta Tramontana. Adesso ho le idee molto più chiare di prima e riesco a comprendere di più cosa mi emoziona. Prima avevo bisogno di più tempo per scrivere una canzone ed ero più meccanica, in questo periodo invece ho scritto molti brani e sento il bisogno di riprendere fiato. Il nuovo viaggio che ho intrapreso spero mi porti alla serenità, ad accettare quello che sono e alla mia dimensione musicale. Un viaggio che mi porti a rischiare di più per essere me stessa.”       

Qual è la sensazione che provoca cantare o ascoltare questa canzone?

“In questa canzone la musica esprime perfettamente il testo ed è stato bravissimo a farlo Luca D’Aversa. Ogni volta che ascolto il brano riesco sempre a calarmi in quelle sensazioni e non succede con tutte le canzoni, la canto con trasporto e le strofe non riesco a non immaginarle a livello emotivo. Infatti la provo solo quando mi va perché non vorrei non provare più quello che sento adesso ed anche per questo motivo non la ascolto sempre. Tramontana, Io e Palla Avvelenata mi dispiacerebbe  cantarle senza provare emozioni.”

Isotta Carapelli, in arte Isotta, è una cantautrice nata a Siena nel 1992. Inizia a cantare e a prendere lezioni di canto all’età di 5 anni. Influenzata fin dalla tenera età dai più grandi cantautori italiani e stranieri, inizia a scrivere le sue canzoni all’età di 14 anni, e a partire dai 16 anni si esibisce dal vivo con svariate formazioni musicali. Nel 2021, vince il premio Bianca d’Aponte con il brano “IO” (Guarda qui). Sempre nel 2021, ad ottobre, esce “Palla Avvelenata” con video (guarda video). A gennaio 2022, esce il singolo “Bambola Di Pezza” (Etichetta: Women Female Label & Arts / Distribuzione: Artist First), accompagnato dal videoclip con la regia di Renato Nassi GUARDA VIDEOIl disco d’esordio Romantic Dark (etichetta Women Female Label & Arts / distribuzione Artist First – ASCOLTA QUI) è stato prodotto ed arrangiato da Pio Stefanini, con il quale Isotta ha scritto la maggior parte dei brani e condiviso il linguaggio musicale e sonoro che ha portato alla realizzazione di questo suo primo lavoro discografico. Altri singoli estratti dal disco sono “Psicofarmaci” (GUARDA VIDEOCLIP), “Cryptocornuta” (GUARDA VIDEOCLIP) e “Doralice” (GUARDA VIDEOCLIP). Un 2022 pieno di riconoscimenti per Isotta: ha raggiunto la finale a Musicultura 2022, conquistando il Premio della Critica “Targa Piero Cesanelli” e il Premio Afi a Musicultura 2022 e ha raggiunto la cinquina finale per la Targa Tenco “Miglior album d’esordio”. Inoltre, in questi ultimi mesi, ha aperto i concerti di Madame, di Simona Molinari, di Raphael Gualazzi e Sonohra. A maggio 2023 esce “Minuscola”, il nuovo album di ISOTTA (ASCOLTA ALBUM), prodotto artisticamente da Pio Stefanini e Diego Calvetti. Il primo singolo estratto è “Mi piace il caso”, accompagnato dal videoclip (GUARDA QUI), brano entrato per settimane in classifica italiana Earone dei passaggi radiofonici,  a cui è seguito anche il remix a cura di Get Far Fargetta (ASCOLTA IL REMIX). A settembre 2023 esce “Al di là della felicità” (feat. Cannella), con videoclip GUARDA VIDEOCLIP e a dicembre il singolo CAPO DANNO (GUARDA VIDEOCLIP)

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Costellazioni Private è un viaggio nel tempo

Costellazioni Private è un viaggio nel tempo

Raffaella Destefano, voce dei Madreblu dal 1997 e cantante solista dal 2008, pubblica il suo sesto album Costellazioni Private già in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali

Costellazioni Private è il sesto disco di Raffaella Destefano, voce dei Madreblu dal 1997 e cantante solista dal 2008.  Il nuovo album contiene 9 canzoni inedite, 1 versione in italiano di una canzone inglese e 2 brani editi dei Madreblu, riarrangiati e remixati. 

L’album accompagna l’ascoltatore in un viaggio nel tempo raccontando la sua vita da quella che è stata, passando dai Madreblu fino a quella di oggi che è in continuo divenire.

I due brani editi dei Madreblu sono “Gli Angeli”, il brano più conosciuto, prodotto e orchestrato da Gino Marcelli con un arrangiamento sinfonico e “Sono io”, brano del terzo disco, rivisto in chiave trip hop da Marco Rigamonti.

Costellazioni Private è un album pop, elettronico, cantautorale e avvolgente ed è stato concepito come un progetto collettivo, ha 6 producers, Luca Urbani, Psiker, Marco Rigamonti, Robert HP White, Gaetano Maiorano, Gino Marcelli, ognuno con la sua visione delle canzoni e della vita. Ogni persona che ha lavorato al disco ha dato un apporto sonoro molto forte, con stima, rispetto e amicizia. “Come in un bosco selvatico, siamo la somma di molte biodiversità, a dimostrazione di quanto sia grande la  ricchezza creativa che scaturisce dalla disuguaglianza dei singoli elementi.”

Parafrasando il titolo dell’album quali sono le tue Costellazioni private?

“Questo disco nasce da un momento di grande dolore, di perdita e di grande buio.  Può succedere che, quando sei particolarmente sensibile ed esposta, ci siano certe correnti che ti feriscano di più di altre, ci sono certi momenti in cui senti di non farcela. Non è la prima volta che mi capita e non credo sarà anche l’ultima, credo che faccia parte della mia esistenza. È successo che ho dovuto rimettere in discussione un po’ tutto, anche tutta la mia creatività. Sai, quando tu continui a creare ad un certo punto ti fermi e ti chiedi «Che sto facendo, cosa ho costruito fino ad ora?». E rispondi che « Non ho creato niente, è tutto sbagliato, ho sbagliato con le persone». Quando non si realizzano gli obiettivi inizi a vedere un po’ tutto storto. Proprio in uno di quei momenti è come se avessi fatto un passo indietro molto lungo e questo passo indietro molto lungo mi ha portato fuori dall’orbita. Fuori dall’orbita ho inizato a vedere tutto in modo più chiaro, la terra, il cielo, le stelle, le costellazioni, i paletti e tutto ciò che mi è accaduto.  Solo che le ho viste diversamente, finalmente luminose ed ho visto che ogni stella ha un collegamento con quella successiva, che ogni canzone ha un collegamento con quella dopo, che ogni scelta musicale ha avuto una sua strada, un suo perché, una sua bellezza, una sua imperfezione perfetta.  Questo mi ha dato la possibilità di vedere la mia vita musicale nella sua interezza e l’ho trovata bella e questa bellezza non aveva niente a che vedere con la perfezione. Aveva a che vedere con la vita, con l’esperienza, con gli sbagli, con le maree, con i giorni no, con le belle melodie, con le canzoni e con le emozioni. Questo mi ha permesso di guardare il tutto con molta più gentilezza e anche più bellezza. Ho pensato quindi di dover raccontare che anche nei momenti tremendi è importante fermarsi e guardare il tutto con un occhio un po’ più gentile e trovare un filo che lega tutto quanto, perché c’è.

Ad un certo certo punto della nostra vita comprendiamo il vero concetto del tempo e questo l’ho ascoltato nel tuo album. L’ho ascoltato in Costellazioni private, in Interstella, Gli angeli, Trenta Zerotre. In Interstella ad esempio canti “ora ho capito il tempo.”

“Si, hai ragione, sono andata un po’ avanti e indietro nel tempo. Adesso che me lo fai notare c’è tanto “tempo”, questo disco è un viaggio giocoso nel tempo. Sai, quando nella vita perdi persone importanti  e fondanti come ad esempio un padre o una madre, il concetto di tempo cambia,  perchè ti rendi conto che ciò che è stato non ci sarà mai più. Il tempo in cui sei figlia non ci sarà più, c’è solo il tempo in cui tu sei persona.”

Ci sono avvenimenti nella vita di ognuno che ci fanno comprendere che cosa sia il tempo. Per esempio, in Costellazioni Private canti  “Ho sperato a lungo che si fermasse il tempo” e poi “Ho sperato a lungo che  ripartisse il tempo” come se raccontassi di due tuoi momenti di vita.  Un primo in cui vuoi che si fermi tutto e che non cambi niente, poi, è come se tu prendessi consapevolezza del momento esatto e quindi avessi voglia di far ripartire il tempo. È come se ci fosse una tua io del futuro, che racconta l’io del passato. 

“Hai perfettamente centrato il punto, è un concetto questo che ho affrontato molte volte. Quando, a distanza di anni, ho riascoltato i brani che ho scritto all’inizio della mia carriera ho avuto la stessa sensazione, cioè, una me futura che avesse scritto delle cose passate,  è un gioco un po’ quantistico. Adesso, con questo disco, penso di aver chiuso il cerchio. E’ come se io mi fossi sempre pensata un po’ fuori dal tempo o un po’ troppo  prima o un po’ troppo dopo e con questo disco, è come se io avessi piegato il foglio, e fossi tornata all’inizio, ma con un’energia completamente diversa. Quindi è come se io avessi fatto pace con questo tempo e avessi accettato il fatto che, come dico in Interstella, si può fare avanti e indietro come pare a noi, perché non esiste un verso, esiste solo quello che vuoi.”

Restando in Interstella dici “Mi pento, ogni volta che non ho saputo stare nel presente”. Siamo sempre proiettati verso un  futuro che non c’è, pensando ad un passato che non c’è più e perdendo ciò che di più prezioso abbiamo: il presente.

“Sai che conosco poche persone che sanno stare nel presente. Io adesso riesco a starci un po’ più di prima, complici le esperienze vissute. Ho passato la vita ad essere avanti o indietro nel tempo. Quando fai un disco, quando scrivi canzoni cerchi di mettere dei punti a degli argomenti e gli argomenti di questo disco sono il tempo ed anche l’amore.”

L’album è ricco di collaborazioni, com’è nata quella con Psiker che ha prodotto due brani Videogame e Treanta Zerotre?

“Massimo, Psiker, è un mio fan da quando è giovanissimo poi, in qualche modo, ci siamo avvicinati nel 2016 perché mi ha chiesto di partecipare al suo disco Maximo. Ho fatto un featuring con lui perché mi era simpatico e mi piaceva la canzone, credo che certe cose abbiano un valore al di là del fatto di essere famosi. Certi valori vanno valorizzati e vanno premiati. Questo featuring ha dato il là ad un rapporto di amicizia molto profondo che si è sviluppato nel tempo e che poi è diventato una sorta di momento giusto, posto giusto e situazione giusta e mi ha aiutato a far partire tutto questo. Devo dire che, se c’è Costellazioni Private, gran parte del merito è suo perché mi ha dato forza, mi ha dato sostegno, mi ha dato fiducia in un momento di buio. Psiker ha prodotto anche due brani bellissimi, quindi devo dire che questo rapporto, nato come fan dei Madreblu e di Raffaella Destefano è diventato un rapporto invece completamente paritario, anzi, spesso lo chiamo per sapere cosa ne pensa di certe cose e mi sostiene, è entrato a tutti gli effetti nel mio gruppo ristretto di persone fidate.”

Com’è nata l’idea di abbinare all’album un gioco con le carte?

“Nel 2018 ho pubblicato un EP “Un Atlante di me” che è una sorta di racconto, di colonna sonora del viaggio che ha fatto il mio compagno in Sudamerica, sulla Panamericana. Lui ha fatto 10.000 chilometri in scooter da solo ed io ho fatto il  mio viaggio. Per l’uscita di questo disco abbiamo creato un cofanetto con dentro il CD, un libretto fotografico che racconta i nostri due viaggi, più degli adesivi e tutta una serie di divertissement personalizzato. Le carte, in questo senso, sono un po’ un retaggio anche del mio lavoro, perché oltre ad essere musicista sono una digital storyteller, quindi mi occupo di comunicazione, di social e di marketing. È da qualche anno che si usano le carte per darsi ispirazione e per questo motivo ho pensato di inserirle nell’album anche perché ti danno la tua posizione nel mondo. Quindi qualcosa di divinatorio ed inaspettato, un po’ olistico ma non troppo e un po’ casuale ma non troppo, quindi un gioco per divertirsi e per lasciare spazio alla decisione che non è tua. Cioè non sei tu a decidere dove stai, è il caso. Tu peschi una carta e ti trovi catapultato in questo mondo rappresentato dai testi delle canzoni. Peschi una carta gialla e peschi un testo delle canzoni, poi peschi una carta dove ci sono invece le facce di tutte le persone che hanno partecipato al progetto e ognuna di queste carte, ti dice una frase che è profondamente legata al carattere di questa persona. Quindi, è un po’ una duplice situazione: un po’ casuale e un po’ causale. Ti dico una cosa in più,  il fatto di pescare ti toglie la responsabilità. A me piace pensare  di usare la casualità come qualcosa che non ti sei cercato, ma che in fondo sai che ti appartiene.”

Tornando al tema del viaggio, cosa stai costruendo nel presente per il tuo futuro artistico? 

“Sto costruendo delle relazioni, questa è la cosa su cui sto lavorando. Costruire relazioni per me significa avere una chance di essere ascoltata, di lasciare delle porte aperte per delle collaborazioni o per qualcosa che succederà domani. Tutto nasce dalle relazioni, se non hai relazioni puoi essere la più brava del mondo, ma in realtà non basta. È importante far sentire cosa faccio ma non è più l’unica cosa che conta. Più costruisci relazioni e più si aggiungono relazioni e più si fa spazio.” 

Fatay: Una Notte Ancora, ogni giorno, per sempre

Fatay: Una Notte Ancora, ogni giorno, per sempre

Da venerdì 22 marzo 2024 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale Una Notte Ancora, il primo singolo di Fatay.

Da venerdì 22 marzo 2024 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale Una Notte Ancora, il primo singolo di Fatay.

Ilaria Tucci, in arte ‘Fatay’ cantautrice classe 2000, si innamora della musica sin da bambina e con il passare del tempo si accorge del fatto che cantare nella sua cameretta, quando è sola, le dà conforto specialmente nei momenti di tristezza o di paura e realizza che la fa sentire sicura di se stessa e compresa. Decide di prendere lezioni di canto pop, frequenta successivamente il liceo musicale della sua città dove continua gli studi di pianoforte e comincia quelli di flauto traverso senza mai però allontanarsi dal canto. Si avvicina alla scrittura quando i suoi problemi personali la spingono a prendere carta e penna e buttare giù tutte le sue paure, ansie e incertezze realizzando che così facendo si sente meno sola. L’artista fa parte della scuola di alto perfezionamento canoro RC VOCE PRODUZIONE diretta da Cecilia Cesario e Rosario Canale.

Il brano “Una Notte Ancora” prodotto da CORE, pubblicato dall’etichetta Label DMB Production e distribuito da Sony Music Italia, racconta di come l’ansia possa influenzare quotidianamente la vita di una persona in modo negativo, come questa possa far sorgere dubbi, paranoie ed incertezze costanti dalle quali talvolta non si riesce ad uscire da soli. Tuttavia, la mano di una persona amata può rendere tutto meno difficile da affrontare, come la sua presenza nei momenti più difficili possa completamente ribaltare la propria prospettiva e migliorare in tutto e per tutto il proprio stato d’animo. La canzone parla di come per allontanarsi dallo stress si possa sognare un futuro diverso e di come l’amore possa “inondarti i pensieri” fino a non lasciare più spazio ad altre paure se non quella di perdere la persona senza la quale non si riuscirebbe più ad andare avanti, così da chiederle tutte le notti di restare una notte ancora.

Qual è per te il significato di “Una notte ancora”?

“È una canzone con un testo abbastanza forte, ciò che ho voluto raccontare sono i momenti di ansia. Il testo si basa principalmente sull’ansia, sulla paura di non conoscere il futuro, di non riuscire a dormire la notte per i tanti pensieri che girano nella testa, ma anche di come una persona amata e che sia al proprio fianco,  possa farti sentire meno sola e possa farti allontanare da quelle paure non lasciandoti mai sola.

Che cosa ti ha spinto a scrivere questo brano, c’è stato un evento in particolare o è stato un tuo prendere coscienza della situazione nella quale ti trovavi?

Questa canzone deriva da un grande lavoro di autoanalisi e autocritica quindi è un po’ entrambe le cose che hai detto. Quando ho scritto il pezzo stavo tentando di scrivere più cose, volevo riuscire a scrivere un testo che mi appartenesse e che raccontasse me. Ricordo che un giorno sono andata nella mia Accademia e il mio Vocal Coach mi ha chiesto: «Che cosa sei riuscita a scrivere, cosa hai nella testa?» Da quel momento ho realizzato che per scrivere effettivamente un testo avrei dovuto scrivere quello che provavo in quel momento e quindi ansia. Scrivere mi fa sentire al sicuro” 

Perché una notte ancora, una notte ancora di…

Una notte ancora, insieme alla persona che si vuole avere al proprio fianco. Ho sempre paura del futuro, non sai mai che cosa ci aspetta e quindi è come chiedere alla persona di restare ogni giorno, per sempre, senza dirlo apertamente perché si ha paura del futuro.

Nel testo della canzone sono contenute le parole Origami, Shanghai e Tsunami, tre parole che richiamano l’Oriente. Come mai questa scelta? 

“Sono affascinata dalla cultura orientale. Il mio nome d’arte Fatay deriva da fata, anche se ho pensato che con l’aggiunta della “y” finale sarebbe stato un nome più vicino all’Oriente. Quando scrivo mi piace creare delle immagini e mi piace pensarmi in quegli scenari. Ho sempre sognato di andare a Shanghai e questa è anche la verità (ride). Origami è una metafora per dire che la persona amata riesce a cambiare forma ai  miei pensieri in positivo.”

Quali sono i tuoi progetti futuri, a cosa stai lavorando?

“Da quando ho trovato la chiave di lettura dei miei sentimenti  ho iniziato a scrivere tanto, ho già altri pezzi nel cassetto che mi piacerebbe far uscire nel più breve tempo possibile e più in là un album.”

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Chinny: In Abbracciami canto i momenti felici di ognuno di noi

Chinny: In Abbracciami canto i momenti felici di ognuno di noi

È disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale Abbracciami, il nuovo singolo di Chinny

È disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale Abbracciami, il nuovo singolo di Chinny.

Il videoclip di “Abbracciami” racconta l’autenticità del brano attraverso le immagini in cui, oltre alla cantante e al fidanzato Daniel, compaiono altre star del web come Lorenzo Ostuni (Favij) e Jacopo Malnati (iPantellas) ripresi durante veri momenti di vita off-camera. L’intimità del video riflette il modo in cui Chinny racconta la sua storia d’amore, mostrando con genuinità i momenti felici di ognuno di noi.

Chinny (all’anagrafe Marta Chinello) è una giovane artista emergente dallo spiccato talento emotivo. La sua passione per la musica, sbocciata in tenera età le hanno permesso di scrivere e comporre i suoi pezzi. Nel 2021 esce “L’ultima”, il suo primo brano inedito prodotto da Danilo Amerio, autore e compositore che vanta collaborazioni con i più grandi artisti del panorama italiano. La collaborazione con Amerio prosegue anche per i singoli “Adesso” e “Impossibile” sempre composti da Chinny, che hanno collezionato complessivamente più di 800.000 ascolti su Spotify.

“Abbracciami” è un brano che racconta una storia d’amore intensa e autentica, toccando temi universali quali la vicinanza, il sostegno e l’affetto incondizionato. Caratterizzato da un testo estremamente dolce e da una melodia liberatoria, la canzone si distingue per la voce emotiva della giovane cantautrice, che dedica questo brano a Daniel de iPantellas, con il quale ha una relazione dal 2021. L’apertura del brano è un invito all’ascolto, che sin da subito si propone di guardare al lato positivo, che spesso viene messo in secondo piano dai momenti difficili. La voce morbida dell’artista canta l’essenza e la forza trovate nell’amore vero, mentre nel ritornello invita all’abbraccio come gesto di unione e conforto.

Qual è il significato della canzone?

“Questa canzone l’ho scritta un pomeriggio quando ero da sola con la chitarra in mano ed ho iniziato a comporre un giro di accordi. Le parole sono uscite da sole e soltanto dopo mi sono resa conto di aver scritto una canzone dedicata al mio ragazzo Daniel. Mentre scrivevo sentivo di voler guardare al lato positivo della nostra relazione ed ho raccolto tutto quello che ci diciamo nei momenti che passiamo insieme. Troppo spesso siamo concentrati sul lato negativo della vita ed è giusto concedersi quella serenità dei momenti felici.”

Infatti nella canzone all’inizio canti “Non contiamo il male, fa parte del gioco, ma contiamo il bene che quasi mai si conta” proprio a sottolineare questo voler concentrarsi sul lato positivo della vita e delle relazioni. Questo è un concetto che ritroviamo anche nel video che accompagna la canzone.

“È stato molto bello creare il video perché, insieme a Daniel ed i nostri amici, siamo andati a cercare le foto e video che avevamo girato in tre anni della nostra relazione ed è stato bello rivivere tutti i nostri abbracci e baci. Tutt’ora, quando lo vedo, continuo a sorridere. Con questa canzone e con questo video abbiamo cercato di essere veri e sinceri nel descrivere questi sentimenti che, seppur raccontando i miei, sono sentimenti universali che tutti proviamo. Il significato della canzone Abbracciami può essere riferita a tutte le relazioni non soltanto quelle romantiche, è anche il bisogno di sentirsi abbracciati e sostenuti da un amico o da un parente. L’abbraccio è un gesto di amore ed unione universale.” 

In questa canzone mi è piaciuta particolarmente la tua descrizione del “per sempre” o comunque quello che ho percepito essere il “per sempre” ed è quando canti “Dammi il primo bacio per l’ultima volta” e poi “ Dammi l’ultimo bacio per la prima volta” ed è come dire che staremo “per sempre” insieme.

“Sì, è stato un voler citare il lavoro che fa Daniel nell’intrattenimento ed anche il lavoro che facciamo insieme perché, quando si gira un video, la prima scena che vedi è l’ultima che si è girata. È stato come voler immortalare il “per sempre” di un video, quel momento lo sarà per sempre perché lo possiamo ripetere tutte le volte che vogliamo. Il primo bacio per l’ultima volta e l’ultimo bacio per la prima volta dava anche a  me la sensazione di infinito. Sono molto felice che sia arrivato il mio intento.”  

Di solito sono i momenti “tristi” che portano a scrivere una canzone o comporre dei versi di una poesia, invece la tua canzone è la dimostrazione che anche i momenti felici possono essere fonte di ispirazione per la creazione d’arte.

“Si, sono totalmente d’accordo ed infatti è stata una sorpresa anche per me perché avevo sempre scritto nei momenti più cupi e di introspezione emotiva. Invece questa canzone, scritta di getto in un momento in cui ero serena e felice, è stata una sorpresa anche per me ed è stato molto naturale. Quando la canto non smetto di sorridere.”  

Guardando la copertina del brano che ti ritrae con Daniel ci sono i numeri 5 e 29 che non rappresentano la durata della canzone. Qual è il significato di quei numeri?

“Sei un osservatore molto attento (ride), sei il primo che lo nota! È la data del nostro anniversario. La scelta della copertina è stata molto combattuta perché pensavamo ad una foto più editoriale. Poi con Danilo Amerio, grande professionista con il quale collaboro ed anche con Daniel che ha partecipato al montaggio del video, abbiamo deciso di usare questa copertina che richiama un frame del video stesso inserendo il messaggio nascosto della data del nostro anniversario.”

Quali sono i tuoi progetti futuri, a cosa stai lavorando?

“Danilo Amerio, grandissimo musicista che ha avuto la pazienza ed il buon cuore di insegnarmi la musica e che riesce a tirare fuori il meglio dalle persone, mi ha insegnato a scrivere dei brani sia con chitarra che con pianoforte e quindi uno dei miei progetti futuri è sicuramente di continuare a collaborare con lui per produrre nuovi brani. Il mio più grande sogno è di tornare su un palco con dei musicisti davanti ad una platea e poter riprovare quell’emozione.”   

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Valentina Tioli: Verde è il coraggio di essere se stessi

Valentina Tioli: Verde è il coraggio di essere se stessi

Valentina Tioli pubblica il nuovo Verde il nuovo brano vincitore del Premio Lunezia Nuove proposte 2023

Dal 17 novembre 2023 è disponibile sulle piattaforme digitali Verde il nuovo singolo di Valentina Tioli, brano vincitore del Premio Lunezia Nuove Proposte 2023.

Verde è un brano Indie – pop con influenze R&B scritto dall’artista e da Alfredo Rapetti Mogol (Cheope) composto e prodotto da Francesco Terrana, distribuito da ADA Music Italy. La canzone parla del coraggio di essere sé stessi, con i propri colori e sfumature, perchè anche se per tanti rimarremo solo un filo d’erba in mezzo a un prato, chi si accorgerà di noi e resterà al nostro fianco, lo farà solo per la nostra unicità.

Ascoltando Verde ho percepito il racconto di quei momenti nei quali ci si sente tristi e vuoti,  come canti nel brano “sono un segnalibro messo dentro un libro di pagine bianche”. Il sentirsi come un segnalibro l’ho interpretato come l’essere comunque consapevoli della propria situazione ed essere pronti a continuare a scrivere quel libro, magari pronti a scrivere una nuova storia d’amore.

“Mi piace ascoltare le interpretazioni che vengono date a questo brano, infatti mi stanno arrivando molti messaggi di ascoltatori con le loro interpretazioni. Ti sei soffermato sul segnalibro ed è la prima volta che mi nominano questa parte della canzone. Di solito, quella che colpisce di più è “E tutti si chiamano amo ma io amo se mi chiami come mi chiamo” che rappresenta il momento storico che stiamo vivendo in una società dove siamo tutti numeri sui social, vince chi ha più followers. Il mio è un inno al voler distinguersi dagli altri cercando di essere se stessi, cercando di far vedere che quel filo d’erba in mezzo ad un prato può essere comunque unico e speciale ed anche se da una prospettiva lontana sembriamo tutti uguali è bello avvicinarsi alle persone e scoprirle. Questa canzone racconta il coraggio di essere se stessi.” 

Anche perché l’uso continuo della parola amo può toglierle valore, rendendola normale e non più, come scrisse Shakespeare, quel faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai,

“Dire Ti amo o amore ha un valore inestimabile e lo si perde nel momento in cui lo si dice a tutti. Diventando di uso quotidiano, con tutti, perde la sua purezza ed in Verde mi è piaciuto dare il peso  giusto alle parole.”

La scelta del colore verde ha un significato in particolare? Nell’interpretazione della canzone, che dicevo prima, il verde, esprimendo l’armonia e l’equilibrio tra la mente e il corpo, descrive il momento del raggiungimento della consapevolezza di se stessi.        

“Per la scelta del titolo mi sono ispirata ad una ragazza di diciotto anni dai capelli verdi che è con me nel corso con il mio vocal coach. Lei è una ragazza molto timida ed ha ricordato la Valentina diciottenne con la super voglia che il mondo si accorgesse di me. Questo contrasto dato dalla sua timidezza e dai capelli verdi è stato d’ispirazione per questa canzone. Bisogna avere il coraggio di essere quello che siamo perché è l’unica chiave verso la felicità.”             

Questa omologazione a cui stiamo assistendo sta portando non ad uno sviluppo della persona ma alla sua sostituzione.

“La musica da sempre è stata uno strumento di riflesso sociale ed il ruolo del cantante è anche quello di riflettere la società nella quale vive e sollevare temi sociali che facciano riflettere. Penso anche che la musica abbia il dovere di parlare di questi temi ai ragazzi anche se, per questa canzone, ho ricevuto messaggi da persone di diverse generazioni, dai ragazzi del liceo alle persone più adulte dicendomi che ascoltandola si sono sentiti capiti. Infatti su Instagram e tik tok  abbiamo pensato ad un  #teamverde per tutti coloro che si sentono un filo d’erba in mezzo ad un prato. Circa la sostituzione di cui parlavi prima, pensiamo anche all’intelligenza artificiale con la quale possiamo anche scrivere canzoni. Spero che l’autenticità della penna di un essere umano non si perda, perché il cuore e l’anima non possono essere replicate dall’intelligenza artificiale.”  

Quali sono i tuoi progetti futuri dopo la vittoria del Premio Lunezia Nuove Proposte 2023?  

“La canzone, esatto, ha vinto il premio Lunezia ed è partita una campagna di promozione nelle metropolitane di Milano che sta andando molto bene. Sto promuovendo la mia canzone di Natale “Se tu sei con me” ed il 5 gennaio prossimo è in programma l’uscita del prossimo singolo ed in futuro un EP.”    

Biografia

Valentina Tioli è una cantautrice di genere Pop con influenze R&B e Indie. Nel 2013 è tra le protagoniste di X- Factor 7 nella squadra di Mika. In seguito a questa esperienza, l’artista si esibisce in tour in tutta Italia partecipando anche a diversi festival come il Collisioni, Mondovisioni, Holy Festival, aprendo inoltre i concerti di Nek, Alexia, Anggun, Dee dee Bridgewater, Sophie and The Giants. Dopo essere arrivata due volte in finale a Sanremo giovani, Valentina vince il Premio Lunezia 2023 con la canzone “Verde”, partecipa al “Deejay On Stage 2022” a Riccione, è tra i sei vincitori del New York Canta 2022, che le permette di cantare all’Oceana Theatre” a NY in onda su Rai2 e Rai Italia con ospiti come Clementino, Anna Tatangelo, Diodato. Nel dicembre 2021 vince il Christmas Contest, riceve udienza da Papa Francesco e canta al Concerto di Natale in Vaticano, in onda su Canale 5, l’anno seguente si classifica in semifinale per rappresentare San Marino all’Eurovision con la canzone “Never Looking back”. Il 7 settembre 2022 Valentina viene invitata a cantare allo stadio di Monza in apertura della “Partita del cuore” con la Nazionale Cantanti. Insieme al producer Francesco Terrana, parte integrante del suo team, pubblica decine di singoli con Warner Music, CDF e Universal Spain ottenendo milioni di views su Youtube e l’ingresso in playlist editoriali di Spotify, Amazon Music e Apple Music. La sua canzone “Pressione Regolare” uscita nel 2019, viene ripostata sui social dalla leggendaria popstar Anastacia che la canteraÌ€ poi in un duetto su instagram con Valentina dicendo di lei: “Love her and her vibe”. L’artista ha collaborato come feat. con Two Fingerz, Dargen D’Amico, Mr. Rain e ha scritto come autrice per Thomas, Elodie, Emma Muscat e tanti altri. Il suo singolo “Debole”, è uscito in anteprima su Billboard Italia, il suo ultimo singolo “Gin Mare” entra in Equal e Scuola Indie su Spotify per due mesi e raggiunge la top 3 su RADIO 105 Indie. 

Massimo Cotto: il Rock ferma il tempo

Massimo Cotto: il rock ferma il tempo

“Il rock di padre in figli*”, il nuovo libro del giornalista Massimo Cotto, è disponibile in libreria e negli store digitali

“Il rock di padre in figli*” (Gallucci Editore) il nuovo libro del giornalista Massimo Cotto esperto di musica, DJ radiofonico, autore televisivo e teatrale, presentatore e direttore artistico di numerosi festival e rassegne, è disponibile in libreria e negli store digitali ed è un’immersione nella storia e nell’anima di un genere musicale che ha segnato la cultura contemporanea.

Ne “Il rock di padre in figli*” Massimo Cotto si rivolge a suo figlio sedicenne e con lui a tutte le ragazze e i ragazzi di oggi per raccontare il rock, i suoi riti e la sua bellezza, la ribellione e l’estasi. Un libro dedicato a una generazione che non vanta il rock nel proprio bagaglio culturale, a cui spiegare perché il rock è stato ed è così fondamentale, non solo a livello musicale, ma anche personale, perché ha avuto la capacità di cambiare la vita.

Massimo Cotto, a tal fine, ha costruito un monologo appassionato che racconta le storie di grandi artisti simbolo di questo stile a cui affianca il ricordo di episodi vissuti in prima persona: da Elvis Presley a Jim Morrison, da Patti Smith a Bruce Springsteen, dai Metallica ai Rolling Stones, dai Pink Floyd a Bob Dylan, dai Cure ai Queen, passando anche per molti altri grandi nomi della musica internazionale che hanno fatto la storia del rock.

“Il rock di padre in figli*” è un libro per tutte le età: per gli adolescenti, interessati a capire un fenomeno musicale che ha attraversato i decenni e cambiato, a volte, il corso della storia, e per gli adulti, per cui il rock non rappresenta solo un genere musicale, ma uno stile di vita.

All’interno del libro due QR code per visualizzare su YouTube e su Spotify la speciale “playlist dell’isola deserta” creata da Massimo Cotto con i brani indispensabili per scoprire e imparare ad amare il mondo della musica.

Qual è secondo te il significato del rock?

“Per me è racchiuso in una parola: libertà. Noi solitamente usiamo il termine ribellione che trovo appropriata ma non completamente, nel senso che ci si ribella sempre contro qualcuno mentre libertà vuol dire vivere senza condizionamenti la propria esistenza, senza altre persone che ti dicono come ti devi comportare, che cosa devi fare, che cosa devi cantare e che cosa devi ascoltare. Per me il rock è sempre stato questo ed è stato anche un motore di ricerca della felicità e sotto un certo punto di vista è stato un dispensatore di sogni perché attraverso il rock ho sognato molto meglio di quanto facessi prima. Il rock dispensa immagini attraverso le sue canzoni, attraverso le sue storie, mi ha spalancato davanti l’America, la bellezza e la poesia.” 

Il rock ti ha portato a comprendere quale fosse davvero la tua strada quando, da ragazzo, stavi raggiungendo un altro sogno, quello di giocare a basket. A volte il raggiungimento di un sogno diventa un tramite per scoprire la propria essenza, un tramite per scoprire se stessi. Possiamo dire anche che il rock è la risposta che non ti aspetti, penso a quando, nel libro racconti del brano “Thunder road” nel quale Bruce Springsteen, per convincere una donna a lasciare tutto e seguirlo, canta “Tutta la redenzione che posso offrire è sotto il cofano di questa macchina” e invece ci si poteva aspettare un “saremo sempre felici insieme?

“Assolutamente è proprio questo. Molte volte quando sbagli strada pensi di trovarti nei guai ed in difficoltà ed invece scopri delle cose bellissime. Io pensavo che il mio sogno fosse il basket, il gioco di squadra, il senso di appartenenza che può darti lo sport di gruppo ed invece, casualmente, dopo aver ascoltato “quella persona” che parlava alla radio mentre andavo all’allenamento in macchina mi sono reso conto che il mio sogno non era quello. È un po’ come nei film di Hitchcock quando la macchina da presa inquadra per i primi cinquanta secondi una persona che pensi possa essere il protagonista del film e poi l’unico ruolo che ha quel personaggio è di portarti al vero protagonista del film per poi scomparire definitivamente. Quindi per me il Basket è stato questo ed è incredibile pensare che, con il passare del tempo, io abbia anche smarrito il mio amore per quello sport come se, come dicevi tu, fosse stato un tramite per arrivare a quello che era il sogno più grosso e più vero.”  

Mi viene in mente una intervista di David Bowie quando dice: Pensate che essere una famosa rockstar sposata con una top model sia la cosa più bella del mondo? Lo è! Ecco anche in quel caso ci si aspetta una risposta come ad esempio «No perché per il nostro lavoro stiamo poco insieme» ed invece arriva la risposta che non ti aspetti.

“Ho in mente quell’intervista e Bowie è stato in assoluto l’artista che ho amato di più intervistare perché aveva tutto, profondità, senso dell’umorismo, bellezza e magnetismo quello che secondo me manca un po’ oggi quando intervisti le nuove star che sono molto brave a cantare ma che non hanno quell’urgenza di raccontarsi anche a parole che avevano i grandi nomi del passato.” 

Il rock di oggi sia a livello nazionale che internazionale esprime ciò che ha espresso negli anni passati, nel libro ad esempio racconti di cosa ha rappresentato il primo Elvis e i suoi movimenti di bacino. Il rock oggi esprime quel senso di libertà e ribellione di cui parlavamo prima?

“Oggi è tutto molto più complicato rispetto a prima e questo non riguarda soltanto il rock  ma è un discorso molto più generale, pensa all’arte figurativa non c’è più un Van Gogh, non c’è più un Gauguin, non c’è più un Matisse o un Cézanne o pensa al Jazz non c’è più un Thelonious Monk, non c’è più un Miles Davis, non c’è più un Charlie Parker o una voce straordinaria come Billie Holiday. Quello che penso è che nella società di oggi manchi un po’ quella sacralità che diventa poi il terreno necessario ai miti per poter nascere.  Ciò che mi stupisce è che questa sacralità, questa forza mitica o mitopoietica, esiste ancora nello sport. Lo sport mantiene ancora quest’aria leggendifica, nel senso che posso credere legittimamente  che domani arrivi un nuovo Messi o un nuovo Ronaldo o che Bellingham possa incantare tutti perché lo sport, non solo il calcio, si nutre fondamentalmente di mito, cosa che l’arte in generale ha un po’ smarrito.”       

ph. Silvia Nironi

In una intervista a Franco Battiato viene chiesto quale personaggio della storia sarebbe voluto essere e lui risponde: «Nessuno perché mi concentro sul mio sviluppo e non sulla mia sostituzione.» Oggi si assiste, anche guardando i social, ad una sostituzione della persona: persone che muovono la bocca e dicono parole di altri. Oggi non c’è sviluppo delle persone ma sostituzione. Il rock, la musica o l’arte in generale possono aiutare le persone a riportare il focus sullo sviluppo?

“ Il rock ha tutte le carte in regola per poterlo fare anche se è cambiata potentemente la società. Io ho sempre pensato che il rock fosse un elemento di cultura, non soltanto una forma di divertimento. Oggi mi sembra di notare che questo elemento si sia un po’ smarrito, il rock quindi ha tutte le caratteristiche affinché accada quello che dici tu. Credo che in fondo siano corsi e ricorsi storici nel senso che questo non sia un grandissimo momento per il rock ma il fatto che continuiamo a parlarne dopo settant’anni significa che è ancora vivo e vegeto. Non sono poi così sicuro che determinati “eroi” degli adolescenti di oggi possano restare nell’immaginario delle persone. Sono molto d’accordo con la frase di Battiato e mi hai fatto tornare in mente una frase di Robert Mapplethorpe, contenuta nel libro Just Kids scritto da Patti Smith, che diceva: «Massimo rispetto per Andy Warhol però io a quelli che provano ad alterare la realtà preferisco quelli che inventano una nuova realtà.» Quindi lavorano su se stessi per andare in un’altra direzione che è quello che sostanzialmente diceva Battiato.”

Nel libro ci sono continui riferimenti al numero 3. Suzanne Vega nata 3 minuti dopo la mezzanotte, Jim Morrison resta sul palco 3 minuti nella sua iconica posizione, sempre Jim Morrison muore il 3 luglio 1971, altre volte racconti 3 storie di artisti e potrei continuare con altri esempi. Il numero 3 è stato usato per un motivo specifico o è un caso?

“Sono felice tu abbia notato questo aspetto. Mi hai fatto venire in mente che nel mio romanzo “Il Re della Memoria” racconto la storia di un triangolo quindi penso che nel mio inconscio sviluppo quello che credo da sempre e cioè che la vita sia dispari nel senso che la vita, per fortuna, non è mai piana perché ci sono sempre degli elementi di disturbo e nel libro questo riferimento al numero 3 non è stato voluto anche se rispecchia perfettamente una mia convinzione, quindi il mio inconscio ha lavorato per me. Io sono un grande appassionato delle storie un po’ strane, non necessariamente del rock, una delle storie che amo maggiormente è quella di Bizet e la sua maledizione del 3 perché lui è morto il 3 giugno alle 3 del mattino alla 33esima replica della Carmen la cui prima era avvenuta 3 mesi prima il terzo giorno del terzo mese dell’anno.”                

Nel libro scrivi che il rock ferma il tempo, che in un tuo viaggio in Costa d’Avorio durante un incontro con i saggi di un villaggio ti dicono che “Saggio è l’uomo che capisce il tempo”. Sempre nel libro racconti la storia di Warren Zevon che, saputo di avere pochi mesi di vita alla domanda se quella notizia gli avesse rivelato qualche inedita prospettiva sulla vita e sulla morte risponde di no e che “adesso mi gusto ogni boccone del mio sandwich.” Quindi il rock, oltre a fermare il tempo, lo allarga?

“Assolutamente si, ne ha allargato le pareti facendoci rientrare tutti gli aspetti belli della vita. Se si vanno ad analizzare gli argomenti delle canzoni, oltre ai macro argomenti come l’amore, il tempo è uno degli argomenti più sviluppati ed utilizzati sotto molti punti di vista. C’è chi vuole creare un altro tempo, chi vorrebbe fermarlo, chi è terrorizzato dal tempo che passa. Il rock ha questa capacità di creare un tempo interno e farti capire molto meglio le cose. Warren Zevon ne è un esempio ma ci sono altri artisti che hanno capito che il tempo della musica, dei sogni e della bellezza è assolutamente connesso con il tempo naturale delle cose ma ti aggiunge qualcosa in più. Io davvero penso che chi faccia arte abbia qualcosa in più e qualcosa in meno. Qualcosa in meno perché è alla continua ricerca di ciò che non riesce a trovare, vedi l’artista insoddisfatto perché sa perfettamente che non sarà mai del tutto felice, ma ha anche qualcosa in più perché ha una sensibilità più sviluppata che riesce a tradurre in arte. Quindi sono tutti ingredienti che ci fanno capire quanto è bello vivere fino all’ultimo. Pensa al finale de “Il Giardino dei Ciliegi” di Cechov quando il servo rimane solo e dice:  «Mi hanno lasciato tutti solo, mi hanno abbandonato, la vita è passata e non me ne sono nemmeno accorto». Questo nel rock non può accadere perché ti ricorda continuamente il tempo.”

Il rock, la musica in generale, riesce a farti comprendere quella parte della tua storia che ancora non conosci e non riesci a spiegarti. Il rock e la musica, ti dicono come colmare quel vuoto che sentiamo dentro.

“Esatto, è un grande suggeritore, poi è ovvio che tocca a te metterlo in pratica ma è come una torcia molto potente che ti fa vedere la strada.”  

Massimo Cotto oggi è una delle voci più note di Virgin Radio, dove ogni mattina conduce il programma Rock & Talk, ma in passato ha parlato ai microfoni di Radio Rai (con cui ha collaborato per oltre vent’anni e dove è stato per quattro anni responsabile artistico di Radio Uno), Radio 24 e Radio Capital. Ha collaborato con diversi quotidiani e scritto per le principali riviste italiane e internazionali, tra cui l’americana Billboard e la tedesca Howl!. Nel 2010 è stato tra gli autori del Festival di Sanremo. Dal 2017 al 2019 ha presieduto la giuria del Primo Maggio di Roma. Per diversi anni è stato alla guida di Sanremolab e Area Sanremo. Dal 2021 è Ufficiale della Repubblica Italiana per la sua attività “sempre caratterizzata da una particolare attenzione al sociale”. Negli ultimi anni è stato interprete di diversi spettacoli teatrali, tra cui “Chelsea Hotel”, “Rock Bazar” e “Decamerock”. Per Gallucci editore ha pubblicato “Il Re della Memoria”, vincitore del Premio Selezione Bancarella 2023.

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Ronny: I ricordi non si cancellano

Ronny: I ricordi non si cancellano

Ronny, pubblica il suo primo inedito Nuvole su etichetta Digital Noises

Ronny Trajkovic, in arte Ronny, pubblica il suo primo inedito “Nuvole”, che promette di catturare l’attenzione degli ascoltatori con la sua profonda emotività e le melodie coinvolgenti. Il brano, pubblicato su etichetta Digital Noises, esprime le incertezze che nascono in una relazione complessa. Sentimenti contrastanti, passione e confusione, desiderio e vulnerabilità, gioia e turbamento.

La sua vita è stata, fin da subito, segnata da sfide familiari difficili, con la madre che lo ha lasciato quando aveva appena 9 anni e un padre assente.  Questi eventi hanno ispirato Romoaldo Trajkovic, classe 2001 di orgini serbe e bresciano d’adozione, verso il suo progetto musicale Ronny, trovando quindi nella musica il proprio fuoco vitale.

Cresciuto insieme a tre fratelli, Rosalba, Lidia ed Eric fin da bambino trova conforto nella scrittura, spesso condividendo questa sua passione con la famiglia. L’avventura nella musica è iniziata durante il periodo di isolamento, nel 2020, e in quel momento ha iniziato a pubblicare le sue prime composizioni. A inizio 2023 incontra il team di La Mereu e inizia a lavorare ad un progetto più concreto e ad un sound più coerente con la sua identità artistica.

Qual è il significato di Nuvole, racconta una tua esperienza personale?

Il significato di Nuvole è che  una relazione iniziata, non potrà mai finire completamente. Perché i ricordi non puoi cancellarli, quindi rimarrà sempre qualcosa.

Io penso che l’amore sia un grande vuoto dentro noi che si colma di tutte le emozioni che un’altra persona ci fa provare e di tutte quelle sensazioni che ci trasmette. Nel brano canti: “Non capisco sto provando amore o magari è solo una impressione per me. Quindi ti chiedo cos’è per te l’amore?

“Nel ritornello dico: “Non capisco sto provando amore o magari è solo un impressione per me ” Poteva essere amore, ma la realtà dei fatti è che ancora non capisco cosa è l’amore, sono confuso, e per questo motivo c’è ancora indecisione infatti dico che potrebbe essere solo un impressione.”

Nel brano dici all’altra persona che con quella camicia per gli egizi saresti una divinità. A quale divinità egizia hai pensato e perché?

Nel brano dico: “ci stai bene con quella camicia, per gli egizi saresti una divinità”. Lo dico perché è molto bella, mi sono ispirato a Hathor che è la dea dell’amore, della bellezza e della gioia.”

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“In futuro uscirà nuova musica dove esprimerò le mie idee,i miei pensieri e le problematiche nel mondo.”

Mi piace abbinare la musica alla cucina e  quindi ti chiedo se tu fossi un piatto che piatto saresti e perchè?

“Cazzo sei io fossi un piatto sarei sicuramente la pasta al pesto, perché quel sapore mi riporta a galla tanti bei momenti.”

Dinastia: Il nuovo brano una parentesi di vita

Dinastia: Il nuovo brano una parentesi di vita

Dal 4 novembre è disponibile in tutte le piattaforme digitali Parentesi il nuovo singolo del cantautore siciliano Maurizio Musumesi in arte Dinastia

Dal 4 novembre è disponibile in tutte le piattaforme digitali Parentesi (Tulipani nel bronx/distribuzione
Fuga) il nuovo singolo del cantautore siciliano Maurizio Musumesi in arte Dinastia.

Il beat è prodotto da Alessandro Grimaldini (Morgan ICS), contiene il featdi Elisa Milazzo (Elaisa) ed è stato mixato e masterizzato da Beece (Marco Paratore).

Parafrasando il titolo della canzone quale parentesi della tua vita ci racconti nel brano e qual è il suo significato?

“Il brano si chiama Parentesi e descrive 15 anni di amicizia pura con il mio cane Nerone. Quando mi ha lasciato il dolore era troppo ma per fortuna la musica mi ha aiutato e questo brano ha alleggerito il peso.”

Com’è nato il feat con Elaisa, cosa hai ascoltato nella sua voce che ti ha attratto e convinto a collaborare con lei?

“Elaisa è una persona meravigliosa e mi onora essere suo amico prima che “collega di band” ( insieme facciamo parte del collettivo Radiosabir, un progetto musicale dal sound internazionale ma con le radici ben piantate qui in Italia) . Quando le ho proposto di collaborare a questo brano ha subito accettato e sono felice del risultato. La produzione invece è di Morgan ICS (il primo rapper a XFactor), amico di vecchia data.” 

Invece cosa puoi dirci della collaborazione con J-Ax presente nel tuo album Nuovo Cinema Condiviso?

“J-Ax l’ho conosciuto a The Voice e da quel momento è diventato un buon amico. È bellissimo avere avuto il suo feat nell’album se pensate che io ho iniziato a fare rap ascoltando gli Articolo 31. Ho collaborato anche con lui in alcune sue canzoni e questa cosa mi onora tantissimo. Nuovo cinema condiviso è un album nato qualche anno fa, la pandemia l’aveva messo in stand-by ma c’erano delle canzoni che dovevano per forza vedere la luce. È un film che avevo in testa: ci sono brani ispirati a film con cui sono cresciuto, citazioni a registi che stimo, serie tv che seguo.”

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sto seguendo un progetto in un carcere minorile a Catania insieme a Zu Luciano (figura storica nella scena underground rap/reggae), Serpe e Lucariello per conto di CCO (Crisi come opportunità) e devo dire che mi sta arricchendo umanamente tantissimo. Poi a breve andrò a Roma per il Premio De André. In cantiere altra musica e nuove collaborazioni.” 

Mi piace abbinare la musica alla cucina e quindi ti chiedo se tu fossi un piatto che piatto saresti e perchè?

“Se fossi un piatto sarei un piatto di spaghetti con le vongole, perché sono figlio di un’isola che mi ha reso verace. “

Musumeci Maurizio, in arte Dinastia, rapper/cantautore siciliano, 29 anni, si fa notare sul palco
da Fio Zanotti, produttore/arrangiatore di Celentano e molti altri artisti di fama internazionale, nonché maestro d’orchestra del Festival di Sanremo, insieme collaborano a diversi brani nel 2012, tra cui il singolo “Tanto l’Italia è così”, che riscuote successo in tutta la penisola nonostante sia una produzione indipendente. Nel 2014 firma per la Real Dreams, casa di produzione cinematografica, componendo la colonna sonora del film “La Banda dei Supereroi”, commedia presente in oltre 120 sale in tutta Italia. Nel 2015 arriva a The Voice of Italy, facendosi notare dal vocal-coach J-Ax ed entrando nel suo team. Il 23 maggio è stato invitato all’anniversario di Falcone/Morvillo dalla Fondazione Falcone a Palermo, in Piazza Politeama, tenendo un concerto davanti a 40000 studenti provenienti da tutta Italia. Dinastia ha aperto le date dei concerti di J-Ax, voluto dallo stesso dopo l’avventura a The Voice, esce Parole in circolo scritta insieme a Marco Mengoni, canzone che fa subito il Disco di platino (oggi multiplatino). Vincitore di Musica Contro le Mafie 2016. Sanremo Giovani 2016 lo vede tra i 60 selezionati dalla commissione di Carlo Conti con la Canzone Claudia, prima in classifica da giugno ad agosto tra le canzoni più passate in radio tra gli emergenti. Sanremo Giovani 2017 lo vede al terzo posto come autore di Universo di Francesco Guasti. Nel 2017 pubblica il suo primo album “LA RIVINCITA DEGLI ULTIMI”. L’album viene presentato al grande pubblico all’interno del “Chi ce lo fa fare tour”, dove il rap cantautorale di Dinastia sensibilizza sui temi della legalità, attraverso uno spettacolo che, oltre all’aspetto musicale, cura particolarmente quello dell’informazione con monologhi incentrati sulla coscienza e l’impegno civile. I live lo vedono impegnato anche nel 2018, concludendo gli show in Sicilia per la Festa della Musica. Nella data bisestile del 29 febbraio 2020, Dinastia pubblica “Le mani di mio padre”. Il singolo racconta di una generazione cresciuta a pane e precarietà, con l’ansia perenne di dover raggiungere obiettivi, adempiere alle scadenze, convenire agli appuntamenti con la vita. Con lo stesso brano arriva finalista al Premio Fabrizio De Andrè. Nel 2020 è anche coautore di VIA DI QUA di J-AX (disco d’oro), e nel 2021 con l’uscita di Surreale coscrive Tifo Italia con lo stesso Ax. Il 16 Gennaio 2021 pubblica “Colapisci”, un singolo dalle sonorità pop e funk con dentro un omaggio ai cantastorie. In estate prende parte all’organizzazione “Music for change”, il progetto di Musica Contro Le Mafie, in qualità di Content-Coach. A Novembre dello stesso anno esce Confidenziale, il nuovo singolo che richiama sonorità anni 80. Molti i feat importanti, tra questi “Come una danza”, il singolo di Daria Biancardi, brano presentato su Raiuno e vincitore del premio NY canta con esibizione sulla quinta strada di New York in occasione del Columbus Day.

Lynora: In Enea l'essenza della mia personalità

Lynora: In Enea l’essenza della mia personalità

Dal 22 settembre Enea, il nuovo album di Lynora, è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale

È disponibile in rotazione radiofonica ed in digitale Enea il nuovo album di Lynora che rappresenta un capitolo fondamentale nella carriera dell’artista.

 Scritto e prodotto da Marco Canigiula, il disco è composto da otto tracce che catturano l’essenza della personalità vibrante e complessa di Lynora. L’album è una fusione di suoni pop, latin, trap e indie, ogni traccia è un viaggio emozionale che invita gli ascoltatori ad esplorare il mondo dell’artista. L’uscita del disco coincide con un momento speciale nella vita di Lynora, la nascita del suo primo figlio, a cui è stato dato il nome “Enea”. Questo rende il lavoro discografico non solo una creazione artistica, ma anche un testimone tangibile dell’amore e della gioia che accompagnano una nuova vita.

Insieme all’album esce “1000 spine”, il nuovo singolo di Lynora feat. Fat Dad brano composto a quattro mani con Marco Canigiula, prodotto da Korma per Cantieri Sonori e distribuito da Ada Music Italy (Warner). La canzone dal ritmo vivace e contagioso con sonorità funky esprime la personalità complessa, passionale e vivace dell’artista. Le immagini e le metafore utilizzate nel testo contribuiscono a creare un’atmosfera di euforia e intensità.

Le liriche sono un viaggio attraverso l’anima della protagonista, che si descrive come “crazy ma original” e vive la vita con una passione intensa. La metafora delle rose con mille spine velenose rappresenta un’immagine potente e contraddittoria, suggerendo la bellezza e la pericolosità della personalità del protagonista. Inoltre, il pezzo evoca un’atmosfera urbana e contemporanea, con riferimenti a Londra e a un taxi blu, creando un contesto visuale interessante per l’ascoltatore. Il brano è un’esperienza sonora coinvolgente che cattura l’essenza di una personalità vibrante e complessa, mentre la presenza del featuring dell’artista italo-francese Fat Dad aggiunge un elemento di sorpresa e mistero che rende la canzone ancora più intrigante.

Nella canzone Enea, contenuta nell’album canti che hai capito qual è il vero significato della parola amore. Secondo te qual è?

“Da queste ultime due settimane è sicuramente mio figlio, quindi il vero significato dell’amore è lui e siamo molto felici sia io che il mio compagno, l’amore che ti da un figlio è unico. Amore è dove decidi di metterlo, mio figlio, il mio compagno e la musica. Enea è una canzone che è stata scritta quando ero al sesto mese di gravidanza.”

Quindi è una canzone che è stata scritta immaginando emozioni e sensazioni?

“Si infatti molti mi hanno detto: «Come hai fatto a scrivere questo brano se questo bambino non l’avevi ancora visto?» Infatti insieme a Marco Canigiula che è il mio compagno ed anche produttore, manager ed autore abbiamo immaginato questo incontro tra me ed Enea. Adesso, quando la canto, è più reale perché quando l’abbiamo scritta abbiamo immaginato cosa potesse succedere in quel momento.”

Il tuo album cos’altro ci racconta?

“L’album descrive appieno la mia personalità vibrante e complessa ed è un mix di tanti suoni, perché nell’album ho voluto sperimentare, il latin, trap, hip hop. Ogni traccia è un viaggio emozionale ed un invito ad esplorare il mio mondo. Sono tracce di generi diversi che hanno un unico filo conduttore. Io ritengo che, come primo album, sia stato importante sperimentare diversi generi anche per capire gli ascoltatori cosa hanno da dire.”

Insieme all’album esce 1000 spine, una canzone nella quale si avverte un contrasto molto forte infatti canti di spine velenose “ma se mi guardi negli occhi muoio”

“In questa canzone uso la metafora delle rose con le spine perchè descrive  il mio carattere, quindi la bellezza della rosa con le spine che sono pericolose. Ognuno di noi ha un lato del proprio carattere che piace ed uno che piace meno. Le spine le possiamo intendere anche come una corazza. Il pezzo evoca una atmosfera contemporanea in modo che l’ascoltatore crei una sua immagine di ciò che sta ascoltando.”

La collaborazione con Fat Dad  com’è nata?

“Sono molto contenta di questa collaborazione e Fat Dad, che è un artista francese, l’ho conosciuto grazie a Marco Canigiula ed è un artista molto misterioso infatti di lui posso dire che è stato interessante collaborarci e rappresenta una parte misteriosa e speciale del brano.”  

Stai già lavorando al prossimo album?

“In realtà si, noi quando scriviamo dei brani li riascoltiamo dopo alcuni mesi per capire se ci piacciono infatti per Enea abbiamo scelto queste otto tracce perché abbiamo ritenuto fossero quelle giuste. Per il prossimo album ci sono già delle canzoni pronte.”