Al prosciutto di Parma Dop "Al Naturel" dei fratelli Pelizziari le tre fette del “Gambero Rosso”

Al prosciutto di Parma Dop “Al Naturel” dei fratelli Pelizziari le tre fette del “Gambero Rosso”

Il prosciutto è eccellenza del territorio, lavorato a mano e stagionato in cantine naturali.

L’azienda Fratelli Pelizziari di Traversetolo (Parma) si aggiudica il riconoscimento “tre fette” nell’edizione 2023 della Guida del Gambero Rosso “Grandi salumi” conferite con menzione di onore di “Eccellenza”. Ad essere premiato il 18 dicembre al Roma Convention è il prosciutto di Parma Dop Al Naturel: eccellenza del territorio, lavorato a mano e stagionato in cantine naturali.

Se il prosciutto di Parma è l’ambasciatore della produzione salumiera italiana e la spina dorsale di quella emiliana, il crudo dei Fratelli Pelizziari è il simbolo di una straordinaria lavorazione nel panorama del comparto, offrendo performance gustative da esperienza gastronomica.

Nulla è lasciato al caso, ci vuole esperienza, sapienza e conoscenza del territorio parmense che naturalmente offre gli ingredienti climatici giusti, cose che non si inventano in un giorno. Dagli anni ’70 i Fratelli Pelizziari trasformano le migliori carni suine in prosciutti e culatte di eccellenza.

La storia ha inizio quando, intorno al 1970, lo zio Enio iniziò a cimentarsi nella lavorazione dei prosciutti e successivamente Giuliano Pelizziari, insieme alla moglie Camilla Martini, proseguì il sogno che nel futuro volgerà lo sguardo al passato. Oggi la storia continua con i figli StefanoStefania e Roberto e la mamma Camilla testimone della continuità del mantenimento della lavorazione tradizionale del marito Giuliano

Per proseguire l’attività di famiglia con coerenza, i Fratelli Pelizziari mantengono la posizione di origine della nascita del loro prosciutto: due stabilimenti a Langhirano (Parma) e la sede a Traversetolo (Parma), con le strutture e la tecnologia del passato: li nasce nel anni ’70 e qui si trova tuttora, dove l’incontro fra la brezza del Parma e il vento marino che supera il crinale appenninico, unito all’umidità costante tutto l’anno appena sotto il piano delle cantine,  crea, grazie anche all’apertura manuale dei finestroni, un microclima ideale per la stagionatura del dolce Pelizziari.

Fratelli Pelizziari scelgono le cosce di suino pesante italiano provenienti dal circuito prosciutto di Parma Dop e le trasformano in prosciutti e culatte dall’ispirazione gourmet.

Alla selezione della materia prima si aggiungono una lavorazione curata e artigianale e una stagionatura naturale, senza fretta e forzature, nelle naturali cantine di affinamento, con muratura in mattoni e pavimenti in cotto, ambienti naturali che respirano e interagiscono con il magico microclima di Langhirano. È in questi due ambienti, con le tradizionali scalere in legno dove vengono appesi i salumi, che nascono i prosciutti di punta dei Fratelli Pelizziari destinati a un lungo invecchiamento, non a caso il dolce dei Fratelli Pelizziari ha ricevuto le tre fette di “Gambero Rosso” con menzione d’onore. 

Quello del Gambero Rosso, è un riconoscimento straordinario che premia il nostro impegno nel mantenere fede alla storica tradizione parmense nella produzione del Re dei prosciutti,” dichiara Roberto Pelizziari, “se sentite la parola prosciutto, viene in mente Parma, perché è il Parma, il gioiellino gastronomico dell’Emilia famoso in tutto il mondoVista, udito, olfatto, tatto e gusto. Il nostro dolce di Parma Dop Al Naturel invade l’intero fascio della percezione. Il godimento delle papille gustative è il risultato finale di un trionfo di piacere dei sensi, quel trionfo e che il “Gambero Rosso” ha riconosciuto alla nostra tradizionale Azienda.

Il dolce Dop Al Naturel, da Gambero Rosso, nuova edizione Grandi Salumi:

“La fetta dolce e marezzata del Dop Al Naturel emana un profumo dolce, fresco e lineare, ma anche complesso di frutta a polpa bianca e gialla, frutta secca in guscio giovane e ottima carne suina, che trova riscontro in una bocca pulitissima, elegante e persistente, dolce e con una sapidità perfetta, dove le note olfattive sono arricchite da sentori di frutta candita, pasticceria e ricordi umani in una texture succosa e scioglievolissima.”

https://www.facebook.com/FratelliPelizziariProsciutti – https://www.instagram.com/fratellipelizziariprosciutti – https://www.youtube.com/watch?v=hs42eoa6aXY

Monsieur Chef è il nuovo romanzo di Dario La Rosa

Monsieur Chef è il nuovo romanzo di Dario La Rosa

La nuova avventura dell’investigatore amatoriale Iachìno Bavetta è disponibile su Amazon

Dopo il successo dei racconti brevi che hanno visto come protagonisti il duo di giornalisti di satira Iachìno Bavetta e Gerlando Guarrasi, ecco il primo romanzo della serie di investigatori amatoriali nata dalla penna di Dario La Rosa. Monsieur Chef”, questo il titolo dell’avventura letteraria, è infatti disponibile sia in formato ebook che cartaceo in esclusiva su Amazon a questo link: Clicca qui

E c’è una novità anche sul fronte del rapporto con i lettori. Considerata la crescita delle versioni digitali dei libri, l’autore ha scelto di fare in modo di inviare ai lettori una dedica personalizzata su richiesta. Basterà inviare un messaggio sui social per ricevere la sigla e la dedica in formato digitale, proprio come con i libri di carta: “Ogni storia, ogni libro, – spiega l’autore – instaura un rapporto umano di grande legame tra lo scrittore, il lettore e il protagonista della storia. Volevo che l’affetto che i tanti lettori di Iachìno hanno dimostrato in questi anni venisse rafforzato con un gesto simbolico che adesso può aver valore anche in formato digitale”.

La Trama

Iachìno Bavetta, giornalista di satira, è costretto a inventarsi un secondo lavoro per far fronte alla crisi del giornalismo. La rivista “Ulapino” che edita insieme al collega e compare d’avventure Gerlando, si trova infatti in un periodo di magra. La passione per la cucina lo porta a pensare di poter fare lo chef a domicilio. La cosa riesce grazie a sua moglie Carmela, maestra di scuola che prova a far venir fuori le emozioni più semplici per educare alla bellezza. Carmela un giorno incontra una nobildonna con la nipote al parco, fanno amicizia, parlano del marito ed ecco che lo chef è già ai fornelli. Succede, però, che Iachìno, nel momento in cui deve uscire dal palazzo per acquistare al market alcuni ingredienti mancanti, si trova davanti a un cadavere trovato lungo le scale.  Nulla di strano, una morte accidentale, se non fosse che il corpo ha una siringa piantata nel collo. Iachìno si terrorizza, perché, oltre alla serata andata male dovrà fare i conti con il fatto che uno degli ospiti della serata è il questore in persona. Una vecchia amicizia nata dal mestiere e da vecchi casi risolti insieme. Parte a questo punto un’indagine a tutto campo che porterà i due giornalisti ad affrontare, con il sorriso sulle labbra, a seguire una pista che possa portare alla risoluzione del caso. Sarà grazie al fiuto del suo bassotto Arturo, all’aiuto del collega Gerlando che ricostruirà il passato della vittima e alla testardaggine di infrangere anche qualche regola in onor della verità, che Iachìno riuscirà a risolvere il caso.

L’autore

Dario La Rosa (Palermo, 1980) è giornalista professionista. I casi dell’investigatore amatoriale Iachìno Bavetta hanno esordito con i racconti del volume “Cous Cous Blues”. Fra le indagini disponibili per i lettori anche “Mare, amore e barbecue: un’indagine di Iachìno Bavetta a Mondello”, “La dea del grano: un’indagine di Iachìno Bavetta a Gangi” e l’audiolibro gratuito “Delitto a teatro” disponibile su Spreaker e Spotify. Il racconto “Delitto ai Candelai” è invece disponibile all’interno della raccolta “Giallo Siciliano”. 

La ninna nanna degli spaghetti dark violet

La ninna nanna degli spaghetti dark violet

Da “Lullaby” dei The Cure perché un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

Il 10 aprile 1989 i The Cure pubblicano Lullaby, singolo tratto dall’album Disintegration. Completamente immersa nell’atmosfera dark dell’album, Lullaby è stato, all’uscita, il singolo di maggior successo della band riuscendo a raggiungere la quinta posizione in classifica in Gran Bretagna e premiata ai Brit Awards nel 1990 come miglior videoclip.

Tim Pope è stato il regista che ha diretto 37 videoclip dei The Cure dal 1982 al 1997. Per il videoclip di Lullaby il regista si è ispirato a Roman Polanski

Ognuno di noi ha un lato dark, una parte di noi nascosta nel profondo e come disse Jung “Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri”.

Lullaby è una canzone che si presta a diverse interpretazioni e il videoclip ne alimenta altre, dalla depressione alla paura del buio, ma a fare luce ci ha pensato lo stesso Robert Smith il quale ha raccontato come Lullaby fosse la rappresentazione dei suoi incubi più ricorrenti da bambino, dovuti alle ninne nanna, rigorosamente a tinte dark, cantate dai genitori.

A tal proposito ha dichiarato che «Da bambino facevo un incubo ricorrente: andavo a letto, mi addormentavo e venivo mangiato da un ragno gigante. Per me la ninna nanna ha sempre avuto un significato sinistro, come se dicesse: dormi bene, o non ti sveglierai più».

Le tinte dark del brano e la parte del testo “spider man is having me for dinner tonight” hanno ispirato la mia ninna nanna di spaghetti dark violet, un piatto di spaghetti al cavolo viola con stracciatella, speck e granella di pistacchi.

Con il colore viola degli spaghetti ho voluto ricreare l’atmosfera dark della canzone e con la stracciatella adagiata sugli spaghetti ho voluto ricreare le ragnatele “dell’uomo ragno”. Gli spaghetti posti su una striscia di panna della stracciatella a ricordare le ragnatele che avvolgono Robert Smith nel videoclip.

Per la ricetta mi sono ispirato a :

https://altacucina.co/recipes/cavolo-viola-stracciatella-e-anacardi?recipe_id=082943b5-0c3e-4696-abb9-620eea2efedd

Mi è piaciuto aggiungere dei cubetti di speck e una granella di pistacchi.

La rosa di orecchiette del deserto

La rosa di orecchiette del deserto

Da Desert rose di Sting perché un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

Un piatto che collega musica, cucina, cinema e letteratura perché il mio piatto di orecchiette alle cime di rapa e granella di pane croccante al peperoncino è ispirato dalla canzone “Desert Rose” di Sting, singolo pubblicato l’1 gennaio 2000 ed estratto dall’album Brand New Day.

Desert Rose” è ispirata dal romanzo di Frank Herbert Dune, dal quale è stato tratto il film Dune il cui adattamento cinematografico del 2021 si è aggiudicato 6 Oscar, tra cui la miglior colonna sonora  e che vedrà la seconda parte in uscita nel 2023.

Proprio Sting, nel 1984, partecipò ad un altro adattamento cinematografico di Dune, diretto da David Lynch, nel ruolo del malvagio Feyd-Rautha Harkonnen. 

“Desert Rose” rappresenta un mix di culture visto il duetto con il cantante franco-alegerino Cheb Mami il quale ha dichiarato che quando ha ricevuto la melodia della canzone da Sting non sapeva di cosa trattasse il testo ed ha dovuto anche cercare le parti che avrebbe dovuto cantare lui. Sting gli chiese solo di comporre, per metà della canzone, una contro melodia con testi arabi.

Quando poi Mami presentò il suo lavoro a Sting, lui gli chiese di cosa parlassero i suoi testi e la risposta fu del desiderio. Effettivamente l’idea di Sting di “Desert Rose” era proprio il desiderio, di un desiderio romantico e filosofico. “Quindi questo – disse Sting –  mi ha dimostrato che la musica stava raccontando la storia, non il contrario”.

I dream of rain
I dream of gardens in the desert sand
I
wake in vain
I dream of love as time runs through my hand

This desert rose
Whose shadow bears the secret promise
This desert flower
No sweet perfume ever tortured me more than this

Proprio queste parti del testo hanno ispirato il mio piatto di orecchiette con le cime di rapa e granella di pane croccante aromatizzato al peperoncino.

La striscia di sabbia del deserto è stata realizzata con una granella di pane croccante aromatizzato al peperoncino, il verde del giardino con le cime rapa e le orecchiette disposte in modo da ricordare una rosa del deserto.

La rosa del deserto è una formazione sedimentaria tipica delle aree desertiche.

La ricetta delle orecchiette con le cime di rapa è di:  

https://www.lacucinaitaliana.it/ricetta/primi/orecchiette-con-le-cime-di-rapa/

Invece di usare il peperoncino in pezzi ho realizzato della granella di pane croccante aromatizzata al peperoncino 

Orecchiette alla sabbia di pistacchio e gamberi

Orecchiette alla sabbia di pistacchio e gamberi

Da “Un pugno di sabbia” dei Nomadi perché un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

È il 1970 e i Nomadi cantano al “Disco per l’estate” “Un pugno di sabbia” brano composto da Roberto Soffici e Claudio Daiano, canzone inserita nella raccolta Mille e una sera del 1971.

I Nomadi sono un band italiana fondata negli anni ‘60 da Beppe Carletti e Augusto Daolio e che nel 2021 ha pubblicato il nuovo album “Solo essere umani”, contenente una canzone dedicata proprio ad Augusto Daolio,  “Il Segno Del Fuoriclasse ”, la cui anima leggera nel 1992 ha deciso di non aver più fissa dimora e spostarsi da un luogo ad un altro “in ogni angolo del cielo”.

I Nomadi “è stato l’inizio di un sogno giovanile e poi pian piano è cresciuto con noi e noi siamo cresciuti con questo sogno – dichiarò Augusto –  e ancora stiamo percorrendo le strade del mondo usando la musica come sistema di comunicazione dei nostri pensieri. Noi abbiamo sempre creduto in quello che facciamo e poi c’è grande curiosità verso noi stessi e verso il mondo.” 

Un legame indissolubile quello tra Beppe Carletti e Augusto Daolio, iniziato sin dall’età di 16 anni tanto che Augusto lo definì essere come un fratello e di avergli fatto anche da mamma.

Attualmente i Nomadi sono in Tour teatrale con “Ma che film la vita” che li vedrà impegnati a Firenze e Bergamo e poi con Solo essere umani dal 15 Aprile 2022.

I Nomadi oggi sono Beppe Carletti (tastiere, fisarmonica e cori – dal 1963), Cico Falzone (chitarre e cori – dal 1990), Daniele Campani (batteria – dal 1990), Massimo Vecchi (basso, voce – dal 1998), Sergio Reggioli (violino, voce – dal 1998), Yuri Cilloni (voce – dal 2017).

Proprio l’ascolto di “Un pugno di sabbia” dei Nomadi ha ispirato il mio piatto di orecchiette pesto di pistacchi e gamberi.

Ho ricreato il “pugno” di sabbia e le “labbra da baciare” con la polvere di pistacchi ed il pesto di pistacchi.

L’idea della sabbia mi ha fatto venire in mente il “profumo del mare” ed ho ricreato un fondale marino con le orecchiette come conchiglie adagiate sulla sabbia quindi “Che sapore c’è?” Non ci resta che provarlo!

La ricetta è su https://www.cookist.it/pasta-con-pesto-di-pistacchi-e-gamberi/

TOUR DEI NOMADI

MA CHE FILM LA VITA

31.03.2022 FIRENZE (FI)

28.04.2022 BERGAMO (BG)

SOLO ESSERI UMANI

15.04.2022 LEGNANO (MI)

22.04.2022 GIULIANOVA (TE)

23.04.2022 TORINO (TO)

01.06.2022 CASTELCHIODATO (RM)

L'abbraccio di risotti al primitivo e gorgonzola

L’abbraccio di risotti al primitivo e gorgonzola

Da Fiamme negli occhi dei Coma_Cose perché un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

Fausto Lama e California sono i Coma Cose e sono l’esempio di come sia fondamentale credere sempre nei propri sogni, nelle proprie passioni, perché anche quando tutto ormai sembra finito, quando sembra ormai non esserci più spazio per i propri sogni, tutto può cambiare.

Infatti in cinque anni dall’essere licenziati dal negozio nel quale lavorano come commessi si sono ritrovati  sul palco del Festival di Sanremo 2021 a raccontarsi attraverso “Fiamme negli occhi” una canzone che parla di loro, che ci racconta chi  sono.

Scritto a quattro mani da Fausto Lama e California e prodotto con i Mamakass, il brano è la fotografia della storia dei Coma_Cose, coppia nella vita e nella musica: la tappa più recente di un bellissimo viaggio iniziato nel 2016 e che li ha portati nel tempo a imporsi come riferimento cardine del panorama cantautorale italiano e punta di diamante del roster dell’etichetta Asian Fake.

Fiamme negli occhi è una canzone che parla di restare insieme anche di fronte agli ostacoli, che indaga – con venature dream pop e suoni sbiaditi alla Velvet Undreground – il desiderio di prendersi cura della propria fiamma, di una passione e di un progetto di vita comune. La melodia è morbida, le liriche semplici e intrise di quotidiano, il sapore è quello di una canzone da spiaggia del futuro, vestita di sonorità inesplorate e coraggiose, dall’elettronica al vintage.

Foto di Mattia Guolo

“Crediamo molto in noi due e nel nostro progetto hanno dichiarato i Coma_Cose – perché sono due cose totalmente collegate. In questa canzone ci siamo noi, i nostri alti e bassi, la nostra passione e il nostro fuoco che è la musica e che ci fa andare avanti al di là di tutto.”

E proprio dalla loro storia, dal testo della canzone è nato l’abbraccio di risotti al primitivo e gorgonzola, realizzato da Nicola Di Dio.

Quando ti sto vicino sento

Che a volte perdo il baricentro

E ondeggio come fa una foglia

Anzi come la California

Metà sono una donna forte

Decisa come il vino buono

Metà una venere di Milo

Che prova ad abbracciare un uomo

Resta qui ancora un minuto

Se l’inverno è soltanto un’estate

Che non ti ha conosciuto

E non sa come mi riduci

Due risotti vicini che si abbracciano, metà  cotto con il “vino buono”, è un risotto al primitivo di Manduria, l’altro è un  risotto al gorgonzola con granella di noci, bianco come “l’inverno che è soltanto un’estate che non ti conosciuto“. Ho completato il piatto con delle foglie di parmigiano e con delle foglie di basilico “al sole come sopra un balcone italiano”.

La ricetta del risotto al primitivo è di: 

A me è piaciuto realizzare il risotto con un primitivo di Manduria

La ricetta del risotto al gorgonzola e noci è di:

https://www.igorgorgonzola.com/videoricetta-risotto-gorgonzola-e-noci-19

Il Risotto Viola su lenzuola di gorgonzola

Il Risotto Viola su lenzuola di gorgonzola

Un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

Un amore a metà che non si risolve, una canzone che esplora i momenti grigi della vita, caratterizzati dall’assenza di stimoli e dalla impersonalità, è “Rose Viola” scritta da Ghemon, in collaborazione con Zef.

Con “Rose Viola“, Ghemon ha partecipato al 69° Festival di Sanremo anche se questa canzone, inizialmente, non era stata scritta per la kermesse sanremese ma per essere donata ad una interprete tanto da essere declinata al femminile.

“È una canzone al femminile – dichiara Ghemon – ma si può interpretare anche in modo neutro. Si tratta di un amore a metà, che non si risolve. Ho scritto il testo pensando di darlo ad una interprete ma l’ho sentito così mio da decidere di cantarlo lasciandolo così al femminile perché non vanno confuse la sessualità e la sensibilità. Questa canzone è un tributo alle donne”

E proprio ascoltando l’inciso di “Rose Viola” ci è piaciuto abbinare questa canzone al mio risotto al cavolo viola con gorgonzola e bucce di limone caramellato.

Rose viola

Stese sulle lenzuola

Come tutte le notti in cui

Te ne stai da sola

Nodi in gola

Ed il trucco che cola

Come tutte le notti in cui

Proprio lui ti trova

Il Risotto Viola su lenzuola di gorgonzola e limone caramellato

Il risotto viola è steso su un lenzuolo bianco al gorgonzola con intorno gocce di caramello a voler simboleggiare la notte. Le bucce di limone caramellato adagiate quasi alle estremità del lenzuolo di gorgonzola a formare “i nodi in gola”.

La ricetta del risotto al cavolo viola è di  Al.ta cucina però mi è piaciuto sostituire il burro con del gorgonzola ed ho aggiunto le bucce di limone caramellate.

Per la ricetta del risotto al cavolo viola 

https://altacucina.co/recipes/risotto-alla-crema-di-cavolo-cappuccio-viola

Per le bucce di limone caramellate:

Ghemon è uno dei più talentuosi e apprezzati artisti hip hop italiani. Negli anni ha saputo rinnovare il suo personalissimo stile a metà tra il cantautorato e il rap: un caso quasi unico all’interno dello scenario in Italia. Dopo la pubblicazione dei primi tre album, inizia a definire il suo territorio musicale: rap mescolato al soul, al funk, al jazz e alla musica italiana. “ORCHIdee” (2014) segna la sua maturazione artistica. “Mezzanotte” (album del 2017) è la consacrazione di qualcosa di unico, dove le influenze black si legano alla musica italiana riuscendo anche a trovare uno spazio per la tradizione Hip Hop. Nel febbraio 2018 è ospite di Diodato sul palco del Teatro Ariston. Nel 2019 firma con Carosello e Artist First e partecipa alla 69^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “Rose Viola” (disco d’oro), ottenendo un incredibile consenso di pubblico e critica. Il 24 aprile 2020, in pieno lockdown, esce il suo sesto disco “Scritto nelle stelle” (Carosello Records/Artist First), che esordisce al 2° posto della classifica Gfk degli album più venduti e al 1° posto della classifica dei vinili.

Orange Spritz Bar la prima spritzeria al centro della movida di Porta Venezia a Milano

Orange Spritz Bar la prima spritzeria al centro della movida di Porta Venezia a Milano

Un omaggio alla tradizione e uno sguardo alle tendenze di oggi, tra nuovi sapori e mille colori da condividere… in spritz veritas!

Colorato e fresco, lo spritz è il cocktail simbolo degli aperitivi italiani, partito dal Triveneto per conquistare tutta la Penisola e diventare una vera e propria filosofia di vita!

Da un’idea di Filippo Bosio e Marina de Bertoldi, è nato da poche settimane nel cuore di Milano ORANGE SPRITZ BAR, la prima spritzeria al centro della movida di Porta Venezia, in via Tadino, 4.

Offre 16 diversi tipi di spritz in vari formati, abbinando i liquori classici con le bollicine del proseccorigorosamente alla spina come da tradizione. Il venerdì,il locale propone il nuovo spritz che caratterizzerà la settimana #NEWSPRITZFRIDAY: il primo è stato Il Calabro con il Vecchio Amaro del Capo piccante, che, a grande richiesta, dopo il successo riscosso questo weekend, continuerà a far parte del menù ancora per un paio di settimane.

«Un locale che si sviluppa in profondità, dominato da una vetrata circondata da led arancioni che fa da contraltare a un bancone stile anni ’80. Un soffitto cosparso di piccole lampade rossastre che ricordano la forma del bicchiere che si usa per lo spritz. Vino, liquori e topping di prima qualità. Tanta voglia di creare, ma sempre nel rispetto della tradizione, questa è la mia visione dell’ORANGE SPRITZ BAR», racconta il Fondatore e CEO Filippo Bosio.

Ogni spritz viene impreziosito da una particolare guarnizione e da diversi gusti di soda: c’è il Laguna Blu con il curaçao, il Pinky con il liquore al passion fruit, il Milano con il cynar, il China Mon Amour con il china martini e tanti altri da scoprire. L’ampia selezione permette anche di assembrare sempre nuovi spritz su richiesta dei clienti! 

Oltre agli spritz, sono disponibili anche i cocktail tradizionali. La cucina interna prepara piadine, toast e pizze cucinate su pietra refrattaria nel forno.

Proprio come in una caffetteria newyorchese, nella nuova spritzeria di Milano è possibile ordinare lo spritz in diversi formati, partendo da 3.50 euro.

«Mio padre è veneto di origini austriache ed è sempre stato appassionato di liquori. Mi piaceva l’idea di recuperare le sue passioni mescolando così tradizione e innovazione. Il periodo di lockdown mi ha fatto riflettere molto sulla qualità della vita, spingendomi a trasformare una mia passione in un vero e proprio lavoro -dichiara Filippo Bosio –  Grazie alla collaborazione con Marina, che lavora nel mondo della moda, e alla voglia di creare qualcosa di nuovo e divertente, ci siamo ispirati al glamour dei discoclub anni ’80, esclusivo e nello stesso momento inclusivo. Mi piacerebbe che questo format si diffondesse magari anche nella formula franchising, sarebbe bello portare questa idea in altri luoghi simbolo della movida milanese, in altre città italiane e perché no, in tutto il mondo!».

La “cler” dell’ORANGE SPRITZ BAR presenta un graffito originale ad opera dei writers Alberto Tornago e Federico Pastore.

ORANGE SPRITZ BAR invita la sua clientela a rispettare l’ambiente e a non abbandonare i bicchieri nelle strade! Coloro che riportano al bancone il bicchiere che hanno usato per l’asporto ricevono uno sconto sulla consumazione seguente.

ORANGE SPRITZ BAR è aperto dalle 18 alle 2, dal martedì alla domenica. È possibile contattare il bar ai seguenti recapiti: mail orangespritzbar@yahoo.com, telefono 02-91443969, cellulare +39-3517220544. Gli amici a 4 zampe sono i benvenuti!

www.instagram.com/orange_spritz_bar/?hl=it

Orange is the new Spritz!

Orange is the new Spritz!

Orange Spritz Bar è la prima spritzeria nel cuore di Porta Venezia a Milano con 16 diversi tipi di spritz in vari formati

Colorato e fresco, lo spritz è il cocktail simbolo degli aperitivi italiani, partito dal Triveneto per conquistare tutta la Penisola e diventare una vera e propria filosofia di vita!

Da un’idea di Filippo Bosio e Marina de Bertoldi, nasce nel cuore di Milano Orange Spritz Bar, la prima spritzeria al centro della movida di Porta Venezia, in via Tadino, 4.

Offre 16 diversi tipi di spritz in vari formati, abbinando i liquori classici con le bollicine del prosecco, rigorosamente alla spina come da tradizione.

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Orange Spritz Bar bancone e menù foto di Mauro Pomati

«Un locale che si sviluppa in profondità, dominato da una vetrata circondata da led arancioni che fa da contraltare a un bancone stile anni ’80. Un soffitto cosparso di piccole lampade rossastre che ricordano la forma del bicchiere che si usa per lo spritz. Vino, liquori e topping di prima qualità. Tanta voglia di creare, ma sempre nel rispetto della tradizione, questa è la mia visione dell’ORANGE SPRITZ BAR», racconta il Fondatore e CEO Filippo Bosio.

Ogni spritz viene impreziosito da una particolare guarnizione e da diversi gusti di soda: c’è il Laguna Blu con il curaçao, il Pinky con il liquore al passion fruit, il Milano con il cynar, il China Mon Amour con il china martini e tanti altri da scoprire. L’ampia selezione permette anche di assembrare sempre nuovi spritz su richiesta dei clienti!

Oltre agli spritz, sono disponibili anche i cocktail tradizionali. La cucina interna prepara piadine, toast e pizze cucinate su pietra refrattaria nel forno.

Proprio come in una caffetteria newyorchese, nella nuova spritzeria di Milano è possibile ordinare lo spritz in diversi formati, partendo da 3.50 euro.

«Mio padre è veneto di origini austriache ed è sempre stato appassionato di liquori -dichiara Filippo Bosio – Mi piaceva l’idea di recuperare le sue passioni mescolando così tradizione e innovazione. Io e Marina, che lavora nel mondo della moda, ci siamo ispirati al glamour dei discoclub anni ’80, esclusivo e nello stesso momento inclusivo. Mi piacerebbe che questo format si diffondesse magari anche nella formula franchising, sarebbe bello portare questa idea in altri luoghi simbolo della movida milanese, in altre città italiane e perché no, in tutto il mondo!».

Marina de Bertoldi e Filippo Bosio soci fondatori Orange Spritz Bar
Foto di Mauro Pomati

ORANGE SPRITZ BAR invita la sua clientela a rispettare l’ambiente e a non abbandonare i bicchieri nelle strade! Coloro che riportano al bancone il bicchiere che hanno usato per l’asporto ricevono uno sconto sulla consumazione seguente.

ORANGE SPRITZ BAR è aperto dalle 18 alle 2, dal martedì alla domenica. È possibile contattare il bar ai seguenti recapiti: mail orangespritzbar@yahoo.com, telefono 02-91443969, cellulare +39-3517220544. Gli amici a 4 zampe sono i benvenuti!

Orange Spritz Bar Interno locale foto di Mauro Pomati

www.instagram.com/orange_spritz_bar/?hl=it

Una notte di riso basmati e pollo all'arancia

Una notte di riso basmati e pollo all’arancia

Un piatto e una canzone sono ben più della somma delle loro parti siano esse spezie e ingredienti, o parole e musica.

ph Nicola Di Dio

La luna da sempre assiste ai nostri cambiamenti, è testimone silente di tutto ciò che accade, assiste alle nostre vittorie ed ai nostri momenti di sconforto e di oscurità. Custode lontana di nostri pensieri ci insegna che nonostante tutto, anche nella profondità più oscura, dobbiamo trovare la forza per sorridere.  Così una notte guardandola mi ha suggerito che:

Accendo le luci del cielo

per indicarti la via

Così anche del buio

Non ti lascerò in balia

Infiniti sono i passi che percorrerai 

Ma al termine del cammino

E lì che mi troverai

Da soli resteremo sotto un cielo stellato

a guardarle cadere

Sapendo che il sogno si avverato

Stammi accanto

Ora che il cielo lentamente si accende

e il tuo sguardo la mia anima attende

Luna che ha ispirato numerose canzoni, tra le tante, La luna (Edoardo Bennato), Fly me to the moon (Frank Sinatra), Walking on the moon (Police), L’ultima luna (Lucio Dalla), To the moon & Back (Savage Garden) e Talking to the Moon (Bruno Mars).

Bruno Mars pubblicò Talking to the moon nel 2010 nel suo album Doo-Wops & Hooligans, album che superò le 6 milioni di copie vendute e che ha collezionato dischi d’oro, di platino e di diamante in tutto il mondo. Album che conteneva, tra le altre, Just the way you are, Granade, The Lazy Song, Marry You, Count Me e Talking to the Moon.

Proprio questa canzone ho abbinato ad un mio piatto, pollo all’arancia e salsa di soia con mandorle, riso basmati e granella di cocco .

Talking to the moon ed è una ballad con sonorità dolci ed evocative nella quale Bruno Mars racconta che:

Di notte, quando le stelle illuminano la mia stanza

(At night, when the stars light up my room)

Mi siedo da solo

(I sit by myself)

Parlando con la luna

(Talking to the moon)

nella speranza che il suo amore perduto ritorni, pensadolo dall’altra parte della luna intento a parlarci come lui.

E così ispirato da questa canzone ho creato la luna con del riso basmati ed il cielo con del pollo e mandorle alla salsa di soia e arancia e granella di cocco per rappresentare le stelle più lontane.

Per la cottura del riso basmati ho seguito i consigli di   https://www.lacucinaitaliana.it/news/trend/come-cuocere-alla-perfezione-il-riso-basmati/

Per la preparazione del pollo alla salsa di soia e arancia ho seguito la ricetta che ho trovato su https://www.cookist.it/pollo-all-arancia/

Il tutto con aggiunta di mandorle tostate e granella di cocco.